STORIA DI AKIRA

7 Giugno 2013

L'EPICA DEL DOLORE E LA RINASCITA DEL FIORE: IL VIAGGIO SINFONICO DI "STORIA DI AKIRA"

​C’è un momento preciso in cui la musica smette di essere un semplice insieme di note e si trasforma in carne, memoria e grido. È quello che accade ascoltando "Storia di Akira", brano per pianoforte solo composto a metà maggio del 2013 e depositato alla SIAE nell'agosto dello stesso anno dal compositore Stefano Mongiusti. L’opera si presenta oggi al pubblico in una preziosa edizione con partitura in PDF scaricabile gratuitamente e supporto audio tramite il canale YouTube dell'autore, offrendo un’esperienza d’ascolto che scuote l’anima fin dalle prime battute.

 

TRA CLASSICISMO E MODERNITA': UN IMPETO BEETHOVENIANO

​Dal punto di vista stilistico, il brano si muove lungo quel crinale affascinante e personalissimo che contraddistingue la cifra interpretativa di Mongiusti: un dialogo costante tra il rigore formale della tradizione classica e la libertà espressiva della sensibilità moderna. Con una durata di circa 6 minuti e 50 secondi, l'architettura della composizione si svela attraverso un contrasto dinamico di rara potenza.

​L'apertura, un Moderato intimo e riflessivo, funge da preludio drammatico, immettendo l'ascoltatore in un'atmosfera sospesa. È il silenzio carico di presagi che precede la tempesta, la quale si dispiega nell'Andante successivo, dove il brano assume la sua vera veste di opera eroica e impetuosa. Qui il pianoforte evoca una forza monumentale, quasi beethoveniana nello sviluppo tematico, capace di tradurre l’agonia, la profonda tristezza e il ripudio assoluto per l’orrore della guerra in un tumulto sonoro. È un grido universale contro la prepotenza, sorretto però da una costante, incrollabile speranza.

​Questa straordinaria energia non sfuggì al Maestro Ezio Bosso. In occasione di un incontro casuale tra i due musicisti, protrattosi nel corso di un fitto e spontaneo confronto artistico fino alle tre del mattino, Bosso definì "Storia di Akira" un brano epico, eroico e resiliente, capace di esprimere appieno tutta la forza che si nasconde dentro l'inaspettato, dopo aver ascoltato il racconto della genesi narrativa che ne aveva ispirato le note.

 

UN'OPERAZIONE CULTURALE ED ETICA: LA VERITA' DEL SUONO

​L'operazione legata a questa pubblicazione assume oggi un valore ancora più profondo. La registrazione del brano è infatti estratta da un vecchio video dell'epoca, nel quale il compositore stesso esegue l'opera al pianoforte, improvvisando la partitura. L'audio conserva deliberatamente i rumori di sottofondo dell'ambiente, una scelta che restituisce corpo e veridicità alla musica.

​In un’epoca dominata dall'algoritmo e dal digitale, dove l’intelligenza artificiale tende a sostituire l’imperfezione sacra dell'intuizione umana, si compie una scelta di verità documentale, consegnando l'istante esatto in cui l'ispirazione veniva fissata sulla tastiera.

​Questa decisione si sposa con una precisa missione etica: l’idea, da sempre sostenuta dall'autore, che la musica sia di tutti. Da qui la scelta di offrire lo spartito in forma completamente gratuita, un dono aperto a chiunque voglia studiarlo, suonarlo o semplicemente comprenderne la struttura interna.

 

IL LEGAME CON IL GIAPPONE: GRATITUDINE E FILOSOFIA

​La genesi del brano è strettamente legata a profonde relazioni umane e artistiche. "Storia di Akira" è dedicato alla pianista Anastasia Nobuko Kayahara, figura chiave nella diffusione in Giappone di una precedente composizione di Mongiusti, "Hiroshima".

​Grazie a questa collaborazione, il musicista ha potuto stringere un legame di sincera amicizia e stima reciproca con il produttore, scrittore e filosofo giapponese Ippei Kobayashi. Questo sodalizio intellettuale, ricco di scambi quotidiani e profonde riflessioni filosofiche, è diventato un fondamentale stimolo di crescita, tanto da incoraggiarlo nella stesura di altre opere a tema, tra cui spicca "Origami", brano per orchestra sinfonica ispirato alla celebre e toccante storia della piccola Sadako Sasaki.

 

LA FIABA DI AKIRA: LA TAGEDIA, IL SACRIFICIO E IL CORAGGIO

​Al centro della composizione pulsa una struttura narrativa potente, una fiaba d'amore ideata dallo stesso compositore e ambientata nel Giappone feudale. La musica segue passo dopo passo le vicende di Akira, un giovane contadino la cui vita viene stravolta proprio nel giorno della festa del villaggio, subito dopo aver promesso amore e fedeltà eterna alla sua compagna. Costretto a trasformarsi improvvisamente in guerriero per difendere la propria terra da un attacco brutale e inaspettato, Akira non farà più ritorno dal fronte.

​La tragedia, tuttavia, non si esaurisce nel destino del giovane. Davanti alla devastazione causata da uomini maligni e prepotenti, la ragazza compie una trasfigurazione interiore: rifiutando la sottomissione e le restrizioni del padre, che l'aveva segregata in casa per proteggerla dai pericoli, fugge affrontando le intemperie e il conflitto. In questo viaggio disperato, la giovane si fa essa stessa guerriera, mossa non dall'odio delle armi, ma dalla forza indomabile dell'amore. È l'archetipo del coraggio assoluto, la determinazione di chi sfida il male estremo per restare fedele a un legame.

​Il finale è di una drammaticità immensa: il corpo di Akira viene ritrovato lungo le rive di un fiume abbandonato, segnato dai terribili segni della tortura. La ragazza, dopo averlo sepolto, si estende al fianco della tomba per giorni, finché muore con lui, in un estremo e consapevole atto di comunione.

 

IL SIMBOLISMO DI SAKURA: IL VALORE ETERNO DELLA VITA

​È in questo epilogo che la composizione tocca il suo vertice simbolico ed espressivo. Da quei corpi dimenticati dalla brutalità umana, la terra fa nascere un enorme albero di ciliegio, i cui rami si caricano di fiori rosa e bianchi: i Sakura.

​Nella tradizione orientale, il fiore di ciliegio rappresenta la bellezza effimera, ma anche la rinascita e l'essenza stessa del codice dei guerrieri. Nella "Storia di Akira", questo simbolo si carica di un significato ulteriore: il sacrificio non è una resa, ma il sigillo di un amore che resiste su tutto, capace di superare la morte e l'ingiustizia degli uomini. Il contrasto cromatico dei petali incarna la purezza del bianco e la forza vitale del rosa. La musica si fa così portatrice di un messaggio universale: la brutalità della guerra può distruggere la carne, ma non può spegnere il valore della vita, che trova sempre il modo di rifiorire sopra le macerie dei conflitti.

 

UN PRODOTTO ARTISTICO E DIDATTICO DIVERTENTE

​Sebbene la stesura scritta della fiaba sia rimasta temporaneamente in sospeso, vi è la chiara volontà di pubblicarla prossimamente in un'edizione speciale, dove il testo letterario sarà accompagnato e sostenuto dalle note di "Storia di Akira" e di "Origami". Un'operazione che, oltre al valore intrinsecamente artistico, possiede un profondo significato didattico, mostrando come l'arte e la musica possano diventare strumenti d'elezione per educare all'empatia, alla memoria storica e al rifiuto di ogni forma di sopraffazione.

A.Todeschi - E.Brandi

 

“​La forza della resistenza non risiede nelle armi, ma nella capacità di fiorire anche sopra le ombre più fitte della storia.”  (S.Mongiusti)