COLLABORAZIONI

25 Ottobre 2019

Stefano Mongiusti: Un Percorso Transgenico tra Cinema, Avanguardia e Tradizione

​Il percorso artistico di Stefano Mongiusti si delinea, nel panorama compositivo contemporaneo, come un’esperienza poliedrica capace di muoversi con straordinaria fluidità tra le rigorose architetture della musica colta e le esigenze narrative delle grandi produzioni cinematografiche internazionali. A partire dal 2005, e per oltre un decennio fino al 2016, Mongiusti ha sviluppato una fitta rete di collaborazioni che lo hanno visto dialogare con alcune delle realtà più prestigiose dell'industria dell'intrattenimento globale e delle istituzioni accademiche.

​Il suo contributo nel campo della sonorizzazione e della musica applicata alle immagini ha incrociato i massimi vertici del cinema hollywoodiano e dell'animazione d'autore. Tra le tappe più significative spiccano le collaborazioni con la Warner Bros., per la quale ha lavorato alla produzione musicale del trailer ufficiale di Batman Begins, e con i Pixar Animation Studios, lasciando la propria firma tecnica e creativa in capolavori assoluti dell'animazione mondiale come Shrek e Up. Questo connubio tra sensibilità estetica e precisione strutturale gli è valso, nel corso degli anni di massima attività transoceanica, il conferimento del Premio Internazionale per la Musica Applicata alle Immagini, un riconoscimento ufficiale volto a tributare l'eccellenza e l'impatto emotivo delle sue partiture nel legame inscindibile tra suono e fotogramma.

​Parallelamente all'attività cinematografica, Mongiusti ha sempre coltivato una profonda vocazione per la dimensione civile e istituzionale della musica. Di particolare rilievo è stato il suo coinvolgimento con importanti produttori e comitati culturali giapponesi per le celebrazioni solenni e i diversi eventi pubblici legati alla rimembranza della bomba atomica di Hiroshima; in questo contesto, le sue composizioni sono state eseguite come veri e propri atti di memoria collettiva, capaci di tradurre in suono il dolore e la speranza di una rinascita.

​A livello nazionale, la sua attività si è radicata sia nella ricerca accademica, attraverso sinergie con il Conservatorio di Bologna per la stesura e l'esecuzione di opere orchestrali, sinfoniche e cameristiche, sia nel tessuto più intimo della canzone d'autore italiana. In quest'ultimo ambito, Mongiusti ha operato dietro le quinte del repertorio canzonistico, affiancando nomi celebri e progetti di rilievo talvolta in veste di paroliere, grazie a una spiccata sensibilità letteraria, e talvolta come assistente alla partitura, curando la revisione tecnica, l'orchestrazione e la cura del dettaglio strutturale prima dell'ingresso in studio.

​Nota dell'Autore

​Riflessioni e argomentazioni personali di Stefano Mongiusti

​«Quando guardo indietro al percorso che ha caratterizzato gli anni tra il 2005 e il 2016, non posso fare a meno di notare come ogni singola collaborazione, per quanto apparentemente distante dall'altra, sia stata mossa dallo stesso identico motore: la necessità di esplorare la struttura invisibile che sorregge un'emozione.

​Lavorare per colossi come la Warner Bros o la Pixar, confrontandosi con giganti visivi come Batman Begins, Shrek o Up, mi ha insegnato la disciplina del tempo e dello spazio. Nel cinema non esiste il superfluo; ogni nota deve possedere un peso specifico, deve saper abitare l'inquadratura senza mai sovrastarla, diventando essa stessa carne e respiro del personaggio. Il riconoscimento internazionale che ha coronato quel periodo è stato un onore, certamente, ma il vero premio è stato comprendere come la musica possa farsi linguaggio universale, capace di unire l'artigianato tecnico alla pura astrazione emotiva.

​Questa stessa urgenza mi ha guidato quando ho accettato l'invito di alcuni produttori giapponesi per dare voce alla memoria di Hiroshima. Quella è stata forse l'esperienza più intensa e spiritualmente esigente della mia vita. Scrivere musica per un evento di rimembranza pubblica di quella portata significa spogliarsi di ogni sterile tecnicismo o esibizionismo artistico. Lì la musica non doveva stupire, doveva curare, ricordare e rispettare il silenzio. Sentire le mie note risuonare in contesti così densi di significato mi ha confermato che il compositore ha una responsabilità che va ben oltre lo spartito.

​La mia attività con il Conservatorio di Bologna per la musica sinfonica e cameristica, così come il mio lavoro nel mondo della canzone italiana, rappresentano le due facce della mia stessa anima. Da un lato la complessità dell'orchestra, l'analisi rigorosa delle frequenze e degli equilibri strumentali; dall'altro la purezza della parola e della melodia immediata, dove ho cercato di mettere la mia competenza tecnica al servizio dei testi e delle partiture di colleghi noti e meno noti. Non ho mai fatto distinzione tra musica "alta" e musica "popolare": in un trailer di Hollywood, in una sinfonia cameristica o in una strofa di una canzone, cerco sempre lo stesso sigillo di verità. Credo che la musica sia un impegno totale da onorare nel quotidiano, un viaggio in cui non conta quanti testimoni ti stiano guardando, ma la fedeltà che conservi verso la tua stessa bussola interiore.»

​(S. Mongiusti)